Risonanza magnetica

La risonanza magnetica è un metodo di indagine per immagini che non utilizza radiazioni ionizzanti ma onde di radiofrequenza e campi magnetici.
Permette l’acquisizione di immagini tridimensionali e può essere utilizzata al posto di esami invasivi, poiché l’utilizzo di mezzi di contrasto (ovvero di un liquido paramagnetico) permette di individuare alterazioni all’interno degli organi.
Non comportando alcun danno biologico per il paziente, viene utilizzata con tranquillità anche nei bambini.

Risonanza magnetica aperta

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Si tratta di un esame di norma utilizzato per lo studio dettagliato delle articolazioni (componente ossea, cartilagini, menischi e legamenti), per mettere in rilievo infiammazioni, lesioni di organi, malattie ischemiche, patologie neoplastiche, per studiare la colonna vertebrale e diagnosticare ernie al disco.
Durante la gravidanza l’esame è controindicato e va eseguito solo in casi di assoluta necessità.
Non possono inoltre fare una risonanza magnetica i portatori di pacemaker cardiaco o di neurostimolatori (il campo magnetico o le onde prodotte dall’apparecchiatura potrebbero alterarne il funzionamento) e coloro che in conseguenza di interventi chirurgici hanno nel corpo strutture metalliche di vario tipo.
Non è richiesto alcun tipo di preparazione per la risonanza magnetica.
Il giorno della risonanza, si consiglia di indossare indumenti senza ganci o bottoni automatici, spille, chiusure lampo o altre parti metalliche, che devono essere tolti in ogni caso tolti prima dell’indagine.

Prestazioni

  • Risonanza magnetica settoriale della mano
  • Risonanza magnetica settoriale del polso
  • Risonanza magnetica settoriale del gomito
  • Risonanza magnetica settoriale della spalla
  • Risonanza magnetica settoriale del piede
  • Risonanza magnetica settoriale della caviglia
  • Risonanza magnetica settoriale del ginocchio
  • Risonanza magnetica settoriale dell’anca